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lunedì 28 gennaio 2019

5 aspettative irrealistiche nella vita di coppia: come superare la disillusione

Lavorando con le coppie capita spesso di affrontare la disillusione che il rapporto a due comporta. E' difficile affrontare il "dopo" innamoramento, cioè il periodo in cui la persona amata ci appare per quella che effettivamente è e non come quella che avevamo idealizzato durante i primi periodi insieme.

Capita infatti che i primi periodi di una storia d'amore siano vissuti in modo molto intenso, non si vede l'ora di trascorrere il tempo con la persona amata, stringerla, parlare con lei, avere rapporti sessuali. 

Dopo i primi due/tre anni (ma il tempo può variare a seconda della coppia) si affronta la disillusione. 

Il partner si rivela diverso da ciò che volevamo che fosse, i suoi difetti, che magari avevamo già notato, si rivelano più difficili del previsto da sopportare, il tempo lo trasforma sia sul piano fisico che su quello psicologico e infine noi stessi ci trasformiamo e, cambiando le nostre esigenze, queste possono non collimare con quelle del partner.


immagine su donnamoderna.it


Ecco quindi alcune tra le più diffuse aspettative irrealistiche sulla vita di coppia che vanno affrontate attraverso il dialogo con il partner e attraverso un ridimensionamento dei nostri desideri.

1) L'attrazione fisica deve essere sempre la stessa. Nel corso di un rapporto di lunga durata il corpo cambia, gli impegni della quotidianità pure ed è necessario "coltivare" la dimensione fisica del rapporto, essendo consapevoli che essa può non essere sempre spontaneamente alla massima intensità.

2) I rapporti sessuali devono essere sempre gratificanti. Questo stereotipo discende dal punto precedente. Non è detto che sempre lo siano, la soddisfazione per la sessualità nella propria coppia può essere altalenante ma non per forza questo rappresenta un problema. Soprattutto vanno comunicati al partner i propri pensieri e i propri desideri in tal senso.

3) Non ci si deve annoiare mai. La vita di coppia non è un giro di giostra infinito. Esistono momenti, situazioni, periodi in cui si instaura una routine che non è certamente entusiasmante. Poi, se ogni momento in coppia, sempre, è noioso, allora è la spia di qualcosa che non va. Diversamente, se momenti di noia si alternano a momenti di divertimento, di condivisione, di comunicazione profonda, ciò rientra perfettamente nella normalità.

4) Il partner non può dedicarsi ad alcune attività per conto proprio. Questo per molte coppie è difficile da digerire. Nell'idea comune c'è che il partner debba voler condividere ogni suo momento libero con noi, e viceversa. Questo in realtà in molti casi "soffoca" la coppia e mina profondamente la libertà individuale. Certo, se il partner non desidera mai condividere il suo tempo con noi, è un conto, ma se vuole avere alcuni momenti per dedicarsi a hobbies, passioni, o semplicemente prendersi del tempo per sè, allora è importante concederglielo.

5) Il partner deve condividere con noi ogni suo pensiero, sogno o sentimento. Anche in questa dimensione soggettiva esiste il diritto alla privacy. Non è necessario "dirsi tutto" per essere una buona coppia. La cosa importante è condividere ciò che di importante riguarda la coppia, che può farla funzionare meglio o magari aiutarla a superare situazioni di impasse. 

mercoledì 12 luglio 2017

Come comportarsi se il proprio partner ha un problema di ansia eccessiva

Amare una persona piena di ansie e paure può essere difficile.

Potresti aver tralasciato per questa ragione molti fra i tuoi hobbies. 

Oppure potresti esserti caricato di molte responsabilità, quelle che il tuo partner non riesce ad assumersi. 

Forse il tuo partner potrebbe essere così in difficoltà da non riuscire più a lavorare e le vostre finanze potrebbero averne risentito.

Potresti sentirti arrabbiato per come sta andando la tua relazione di coppia.

Uno studio condotto dall'"Anxiety Disorder Association of America" (ADAA) ha rivelato come le persone che soffrono di un disturbo d'ansia generalizzato ritengono che la loro relazione affettiva sia poco supportiva ed amorevole. 

Se ami una persona con un problema di ansia potresti trovarti di fronte a numerose sfide. 


immagine su huffingtonpost.it


Ecco alcuni modi in cui puoi affrontare la situazione.

1) Cerca informazioni sull'ansia e sui disturbi d'ansia. 

Comprendere la portata di un problema di ansia può essere difficile perchè il/la tuo/a partner può sembrarti abbastanza a suo agio mentre ti sta dicendo che in quel momento sta vivendo un attacco di panico e questo potrebbe portarti a sottovalutare la portata del problema. 
Commenti come "in fondo stai bene" o "devi solo rilassarti" in genere non sono bene accetti quando una persona sta vivendo un momento di difficoltà.
Cercare informazioni corrette da fonti attendibili ed autorevoli o leggere testi sui disturbi d'ansia potrebbe portarti ad avere una visione corretta del problema e scopriresti che i disturbi d'ansia si possono nella maggior parte dei casi risolvere o quantomeno migliorare.


2) Suggerisci al/alla tuo/a partner di cercare un aiuto professionale per il suo problema.

Se il/la tuo/a partner non sta seguendo alcuna terapia, cerca di parlare con lui/lei ed incoraggiarlo/la ad intraprenderne una. 
Ovviamente chi soffre di un problema con l'ansia deve essere d'accordo in prima persona ad intraprendere un percorso terapeutico ma sapere che il proprio/a compagno/a è d'accordo con questo può essere di grande aiuto. 
Inoltre il terapeuta potrebbe coinvolgerti nel lavoro psicologico chiedendoti di essere parte attiva per aiutare il tuo partner a superare il problema.


3) Arrabbiati con la situazione, non con il/la partner.

Potrebbe capitare che hai dovuto o devi rinunciare a molte situazioni sociali perchè il/la tuo/a partner è in difficoltà nello stare a contatto con le persone o a trovarsi in alcune specifiche situazioni. 
In questi casi è molto importante riuscire a separare la delusione per aver dovuto rinunciare ad un momento piacevole con il sentimento verso il/la partner.
Quindi è meglio dire "Mi spiace molto dover andare senza di te al cinema" oppure "Mi spiace che non possiamo andare al cinema insieme" piuttosto che dire "Tu sei sempre il/la solito/a! Con te non si può fare mai nulla". 
E' molto importante parlare di sentimenti ed emozioni in prima persona (ad esempio "io sento questo" "io provo questo") piuttosto che attribuirne la causa all'altro/a (es. "mi sento così per colpa tua", "Tu mi fai sentire così")

immagine su corriere.it

4) Concentrati sui miglioramenti del partner, per quanto piccoli essi siano.

Le persone che soffrono di ansia eccessiva sono in genere molto sensibili all'incoraggiamento di chi gli sta vicino. 
Non mancare di far notare al/alla tuo/a partner i suo miglioramenti, anche se ti sembrano piccoli o irrilevanti. Non dimenticare che per una persona che ha un problema con l'ansia è un successo fare cose che altre persone fanno senza particolari difficoltà.
Ad esempio per una persona che soffre di attacchi di panico è un traguardo enorme guidare sopra un ponte o in autostrada, se in precedenza non lo faceva per paura di poter avere un attacco di panico.


5) Cerca di riflettere e di cambiare i tuoi comportamenti.

Se ogni volta che il/la tuo/a partner ti chiama al telefono tu rispondi perchè sai che se non lo fai lui/lei proverà ansia, in realtà stai aiutando il problema a mantenersi tale.
Potrebbe dispiacerti non farlo, perchè ti potrebbe sembrare di causare una sofferenza inutile ma come sappiamo, solo passando attraverso l'ansia ci si può rendere conto che molte tra le cose temute non si avverano e che l'ansia si può superare.
Sebbene questa strategia possa sembrare crudele nel breve termine, può risultare molto più utile nel lungo periodo.


6) Fate squadra.

Tu e il/la tua partner dovete essere uniti nell'affrontare il problema. Nessuno dei due è da biasimare se le cose non stanno andando come dovrebbero.
Puoi dire "mi piacerebbe che le cose andassero diversamente" oppure "attraverseremo insieme questa situazione".

come aiutare una persona con attacchi di ansia
immagine su oksalute.it

7) Prendi in considerazione l'ipotesi di chiedere una consulenza di coppia.

La terapia di coppia può essere molto utile da condurre in parallelo con la terapia individuale del/la partner con un problema di ansia.
Questo perchè mette in grado i partner di comunicare al meglio i propri sentimenti, pensieri ed emozioni. In questo modo crea le basi per un ambiente familiare meno stressante all'interno del quale anche il problema dell'ansia può trovare una migliore e più rapida soluzione.


8) Riconosci i tuoi bisogni e prenditi del tempo per te.

Riconoscere i propri bisogni, coltivare le proprie amicizie e portare avanti i propri hobbies è fondamentale e non significa trascurare il/la partner. 
Ricorda che solo una persona forte e sana dal punto di vista psicologico è in grado di "reggere" e aiutare il/la partner con un problema di ansia.


9) Non biasimarti e cerca di essere sereno con te stesso. 

Non criticarti o condannarti. Stai facendo tutto il possibile.




Se ti è piaciuto questo post condividilo con le persone che hanno un/una partner con un problema di ansia. Potrebbe essere molto utile per loro!






domenica 29 dicembre 2013

Come comunicare al meglio nella coppia?

Questo post riguarda, prendendo spunto dalla storia della coppia di cui ho scritto in precedenza, delle buone prassi per comunicare nella coppia, soprattutto nelle situazioni "difficili".
Tra l'altro, le feste natalizie sono putroppo l'occasione in cui i conflitti nella coppia, complice una diversa routine quotidiana, la presenza di amici e parenti, i bambini che da una parte beneficiano della maggiore libertà ma dall'altra possono fare più capricci e innervosire i genitori, invece di diminuire, aumentano. Ecco quindi alcuni suggerimenti su come gestire la comunicazione ed evitare che i normali conflitti di coppia diventino distruttivi invece che costruttivi.




1 regola: inviare messaggi chiari. Ciò significa che nel comunicare con il partner bisogna essere precisi. Invece che dire "non mi piace come sei fatto" è opportuno dire "non mi piace quando fai così"....e spiegare concretamente cosa non ci va.

2 regola: le parole e i gesti/le espressioni del viso devono essere concordanti. Non si può urlare NON SONO ARRABBIATA CON TE! e sperare che il partner ci creda.

3 regola: se abbiamo una critica da fare al partner è meglio farla in privato. Non è opportuno aspettare il cenone di fine anno per rivelare davanti a parenti e amici cosa non ci va di lui/lei. Finiremmo per offenderlo/a e umiliarlo/a oltremodo e per tutta risposta non troveremmo in lui/lei più alcuna disponibilità successivamente per cambiare le cose.

4 regola: non fare una critica in risposta ad una critica o durante una discussione animata. In questo caso le nostre osservazioni servirebbero soltanto a cercare di "vincere una battaglia" e non a far si che l'altro cambi realmente il suo comportamento.

5 regola: considerare lo stato d'animo del partner. Se una persona è stanca, indaffarata, demoralizzata arrabbiata, nervosa o preoccupata, quello non è in genere il momento in cui ascolterà una nostra critica, anche se costruttiva.

7 regola: fare una critica per volta. Analizzare uno ad uno i problemi vi permetterà di risolverli meglio e di non far sentire l'altro "messo all'angolo", producendo di conseguenza  in lui/lei maggiore disponibilità all'ascolto e alla comprensione.

8 regola: criticare il comportamento e non la persona. Invece che dire "sei il solito distratto" dire "ti sei dimenticato di andare a prendere il pane. Puoi farlo ora?" Una critica del primo tipo si rivolge alla persona nel suo complesso e non serve a favorire un cambiamento, bensì ad indebolire l'autostima di chi la riceve.

mercoledì 18 dicembre 2013

Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere?

Recentemente ho incontrato una coppia (come sempre in ciò che scrivo non la renderò riconoscibile) formata da Mario e Antonella.  Quest'ultima ha numerose recriminazioni da fare al marito: lui non l'aiuta nella faccende domestiche, non le dedica abbastanza tempo, le toglie autorevolezza quando è il momento di prendere posizione con i figli, non la ascolta quando lei ha qualche problema. Tutto questo va avanti da parecchio tempo, tanto che Antonella non ce la fa più. Lei le ha provate tutte: chiudersi in un mutismo "da protesta", provare a spiegare a parole a Mario quello che prova, rimproverarlo; a volte è persino scoppiata a piangere, quando era esausta. Ma nulla sembra funzionare. Quando ha provato a parlargli le è sembrato che lui minimizzasse i suoi problemi e che le fornisse delle "facili soluzioni" a ciò che lei lamentava e la sensazione che rimaneva in lei era che lui non le dedicasse l'ascolto e l'empatia necessarie. Mario, in apparenza, sembra quindi disinteressato ai problemi di Antonella. Ma sarà vero? 


venerdì 20 aprile 2012

Le parole "sempre" e "mai":

Spesso, nelle discussioni tra marito e moglie, tra fidanzati, tra genitori e figli, si dicono frasi come: "Sei sempre lo stesso! Non cambierai mai!". Sono frasi che escono spontaneamente, eppure non sono efficaci nello svolgimento di un conflitto.
Innanzitutto non lo sono perchè non dicono quasi mai il vero: è forse possibile che l'altro sbagli sempre? Che non faccia mai una cosa giusta? Nemmeno per una volta?
Poi, soprattutto, trasmettono all'altro una profonda sfiducia nei suoi confronti: la sfiducia che lui/lei possa cambiare..

E allora perchè mai l'altro dovrebbe cambiare, se gli trasmettiamo in primis noi che non crediamo nella possibilità che ciò accada?